![]() |
| CLICK PER APRIRE IL DOCUMENTO |
E' stato consegnato oggi al Comune di Mazzano il documento: "LA MESSA IN SICUREZZA DELLA EX-DISCARICA DI CILIVERGHE - Lettura documentata di una complessa vicenda, tra progetti di recupero, piano di caratterizzazione e contributi regionali".
Considerato il rilievo e la complessità dell'argomento, lo stesso è stato inviato anche a tutti i soggetti che, in qualche modo, sono parte in causa, come si può vedere dalla lettera di trasmissione.
Firmatari del documento sono:
Raffaele FORGIONE, per il Circolo Legambiente - Brescia est
Ermanno BENEDETTI, per il comitato "Discarica sicura!"
Fulvio Bottarelli, per l'associazione culturale AURORA.
Condividono l'iniziativa i consiglieri comunali di minoranza Renato CROTTOGINI, Nicola SGUAIZER, Fulvio BOTTARELLI.
Come si legge nelle prime pagine, "elemento unificante" è il tema del recupero della ex-discarica, che viene qui trattato anche a seguito della "contrarietà dell’Amministrazione comunale ad istituire una Commissione speciale che potesse approfondire adeguatamente questo argomento, oltremodo rilevante per i risvolti ambientali, economici e gestionali se si considera che il progetto approvato comporta costi complessivi di oltre 6 milioni di Euro".
Come si
evince dagli elaborati di progetto, ci troviamo di fronte a un intervento di
natura fortemente sperimentale e i cui esiti sono tutt’altro che certi e i cui
contenuti e conseguenze non sono mai stati discussi con chiarezza.
Riteniamo
innanzitutto doveroso chiarire che, diversamente da come dichiarato in più
occasioni, il progetto non è formalmente riconducibile ad alcun docente
universitario e tanto meno al prof. Raffaello Cossu dell’Università di Padova – il cui nome, infatti non compare - ma è opera
degli ing. Elena Cossu e arch. Anna Artuso, uniche responsabili del progetto
stesso. La presenza delle Università di Brescia e di Padova, più volte
declamata a sostegno della bontà del progetto, si limita a una presenza consulenziale
per due soli aspetti del progetto, come l’impianto fotovoltaico e il sito
destinato alla fitodepurazione.
Il
progetto approvato dall’Amministrazione comunale, come potrà emergere dalla
lettura di questo documento, presenta più di una forte criticità:
·
si prevede un intervento con la tecnica di “aerazione in situ”, che è
conosciuta (e brevettata) da tanti anni e, nonostante questo, è ancora in fase di
sperimentazione, anche perché, nei casi in cui è stata applicata, ha dato
risultati non significativi, tanto da comportare, in più di un caso,
l’interruzione anticipata dell’applicazione;
·
anche senza considerare le nostre perplessità sulla sovrapposizione di
ruoli e i possibili casi di conflitto di interessi (che verranno trattati più
avanti) viene preso in considerazione un solo metodo di intervento senza alcuna
ponderata valutazione circa l’applicabilità di altre metodologie, liquidate
sbrigativamente con approssimative motivazioni di ordine economico;
·
il progetto è stato redatto e firmato da un team composto da un solo
ingegnere ambientale e da un architetto paesaggista. Del tutto assenti figure
professionali fondamentali come il geologo, l’esperto di impiantistica e
l’agronomo (visto che si parla di fitodepurazione)
·
l’iter che ha portato alla scelta dei professionisti incaricati e le
modalità seguite nell’affidamento degli stessi destano in noi forti perplessità
in termini di linearità e trasparenza, oltre che per mancanza di trasparenza e
per la mancanza di confronto tra diverse
offerte professionali ed economiche, come invece sarebbe ovvio nel caso di
interventi tanto complessi e delicati;
Tutto questo, a fronte di un intervento i cui costi
sono stimati in oltre 6 milioni di euro e di cui non sono certi i risultati, i
tempi di realizzazione e i costi di gestione futuri.
Non
crediamo giusto che la comunità di Mazzano sopporti i costi e i rischi
derivanti da un intervento sperimentale come quello che qui viene esaminato e
per questo, a fronte delle più volte reiterate intenzioni di procedere con il progetto
Arcoplan da parte dell’Amministrazione comunale, riteniamo doveroso far
pervenire a tutti coloro – cittadini, Enti pubblici, Autorità ambientali – che,
in un modo o nell’altro hanno qualche interesse su questo tema, una serie di
elementi di conoscenza più che sufficienti per un ripensamento sulle modalità
di intervento sulla discarica di Ciliverghe.
