-LUNEDI’ 31 MARZO: tre ore e mezza
di Consiglio comunale “infuocato”, per la maggior parte riguardante il “caso
Romagnoli”, dal cognome dell’assessore si servizi sociali.
Vediamo di ricostruire, per
quanto possibile, cosa è successo e cosa si è detto.
Ab origine vi è la delibera di
Giunta comunale n. 196 del 5 dicembre 2014 “Autorizzazione all’erogazione di
contributi economici alle associazioni culturali per le attività svolte
nell’anno 2014”. SU questo, niente da dire, perché è doveroso che il nostro
Comune sostenga il volontariato che si manifesta con le attività svolte dalle
nostre associazioni.
Ma, c’è un piccolo “MA”: in
questa delibera vengono stabiliti e autorizzati, tra gli altri, i contributi
alla Parrocchia di Molinetto come sostegno al GREST estivo dell’oratorio (5.000
euro) e all’Associazione Genitori (1.500 euro).
E anche qui non ci sarebbe niente
di cui occuparci, salvo che:
· - la sig.ra Alessandra Romagnoli partecipa alla
votazione della delibera 196/2014;
· - la sig.ra Alessandra Romagnoli viene pagata
2.600 euro dall’oratorio per la sua “attività professionale” di coordinatrice
del Grest;
· - la sig.ra Alessandra Romagnoli è moglie del
Presidente dell’Associazione Genitori, Marco Orazio Capuzzi.
Insomma, la stessa persona, da
una parte vota a chi dare i soldi del nostro Comune, dall’altra li prende
dall’Ente che è stato finanziato e dall’altra ancora sostiene economicamente
l’associazione presieduta da suo marito. Francamente, un po’ troppo, anche per
coloro che mettono la famiglia davanti a tutto…
Abbiamo già avuto modo di
trattare della “parentopoli” mazzanese, con tutta una serie di parenti messi
nelle varie commissioni e, anche allora, si è registrato il caso dell’assessore
Alessandra Romagnoli che ha votato per mettere il marito, Marco Orazio Capuzzi,
nella Commissione Diritto allo studio.
Sembra proprio che i nostri
amministratori abbiano una forte idiosincrasia con l’art. 78 del Testo Unico
degli Enti Locali, il quale stabilisce che gli amministratori “devono astenersi dal prendere parte alla
discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di
loro parenti o affini sino al quarto grado”.
Non è necessario che ci siano di mezzo interessi economici,
basta solo un generico “INTERESSE”: tanto è vero che proprio per questo motivo
il nostro Comune ha dovuto annullare e rifare le delibere riguardanti le
commissioni Diritto allo studio, Urbanistica ed Ecologia.
Figurarsi cosa significa, per il diritto amministrativo,
partecipare a una votazione dove ci sono di mezzo interessi economici e, ancor
più, vengono dati e presi dei SOLDI PUBBLICI.
A Mazzano, invece, ci si ritiene immuni da certi obblighi
di legge e si partecipa tranquillamente alla votazione di una deliberazione in
cui vengono dati fondi pubblici all’associazione del marito e all’oratorio per
cui si lavora.
E poi ci si meraviglia e si grida allo scandalo perché qualcuno osa dire che certe cose non vanno bene e non si dovrebbero fare…
E’ quello che è successo con l’interrogazione presentata da
Renato Crottogini e Ferdinando Facchin,
Consiglieri comunali di Destinazione Comune, che hanno evidenziato tale
situazione anomala e hanno chiesto informazioni in proposito, premettendo in
modo più che chiaro che non intendevano certo mettere in discussione l’operato
delle Parrocchie e i contributi alle associazioni (cosa più che ovvia, se
consideriamo l’impegno di Crottogini in Parrocchia e la dedizione “alpina” di
Facchin).
Apriti cielo! Non l’avessero mai fatto!
Come si sono permessi di chiedere delucidazioni
sull’operato dell’assessore Romagnoli? Così facendo si sono macchiati del
delitto di “lesa maestà”, perché a Mazzano è VIETATISSIMO dire qualcosa sul
nostro Sindaco o sui suoi gregari.
Siamo così arrivati al Consiglio comunale di lunedì 31
marzo, dove abbiamo assistito a una penosissima difesa d’ufficio dell’assessore
Romagnoli da parte della diretta interessata e dal resto della squadra di
maggioranza.
La tattica scelta è quella che abbiamo già visto altre
volte: RIBALTARE LA FRITATTA e non parlare del problema vero e proprio, ma
accusare gli altri di METTERLA SUL PERSONALE.
Ecco allora che tutti si sono prodigati nel difendere
l’operato delle parrocchie e dei sacerdoti e si sono messi a sottolineare le
capacità “professionali” della Alessandra Romagnoli.
Sul primo punto, quello dell’operato delle parrocchie siamo
tutti d’accordo. Sul secondo, relativo alla valenza della Romagnoli come
professionista, ognuno la pensa come vuole. Diciamo solo che la sua azione
professionale, negli ultimi due anni, non sembra andare oltre i confini della parrocchia di Molinetto e del nostro
Comune, se abbiamo colto quanto lei stessa ha detto durante il consiglio
comunale.
Ma del problema vero e proprio, non si è detto niente,
anzi, si è detto che non c’è nessun problema e niente è stato fatto che non
andasse bene sotto il profilo della legittimità degli atti.
Salvo poi venire a sapere, proprio durante il consiglio
comunale, che il 9 marzo è stata adottata una DELIBERA DI CONVALIDA DELLA
DELIBERA DELLA GIUNTA COMUNALE N.196 IN DATA 05/12/2014.
Oggetto di tale delibera: cercare di mettere una bella
pezza agli errori fatti, con tre paginate di dotte citazioni e di “attaccarsi
agli specchi” per giustificare quanto fatto.
Per chi volesse solo qualche nota di sapore amministrativo
è il caso di notare che:
a) la delibera di “aggiustamento” è stata firmata dal vice
Segretario e non dal Segretario comunale, che pure ha fatto tanto sfoggio di
dottrina in occasione del Consiglio Comunale ma non ha messo mano su questa
patata…
b) sempre tale delibera è stata adottata il 9 marzo ma ai
capigruppo di minoranza è stata inviata per PEC alle ore 18.15 di lunedì 31
marzo, cioè 15 MINUTI PRIMNA DEL CONSIGLIO COMUNALE, IN MODO CHE NON FOSSE
DATO LORO IL TEMPO DI LEGEGRLA E DI VERIFICARNE I CONTENUTI
c) viene dato tanto risalto a un pronunciamento della Corte
dei Conti,ma ci si dimentica del fatto che la stessa Corte non fa
giurisprudenza e quindi, quello che è andato bene una volta non è detto che
venga confermato per altri casi…
Insomma, siamo alle solite: si pasticcia con le normative,
non si tiene conto dell’art 78 del TUEL, si danno soldi alle associazioni
gestite da parenti vari… e ci si incazza
come bisce se qualcuno osa dire che certe cose non vanno bene
E tutto questo solo dal punto di vista normativo e di
rispetto delle leggi…
Per quanto riguarda invece la questione di OPPORTUNITA’ di un assessore che VIENE PAGATO PERCHE' lavora per l’oratorio E che tutti gli altri VOLONTARI GRATUITI non
ne sapessero niente e se ne abbiano a male, ne parleremo un’altra volta.
Nella consapevolezza che quest’ultimo è un argomento che
riguarda la vita della comunità parrocchiale e non la vita amministrativa del comune e poi perchè è giusto che anche a Pasqua, come succede a Natale, si cerchi tutti di essere un po' più buoni e anche clementi....
PER CHI VUOL VEDERE GLI ATTI: