2 aprile 2015

L'affaire Romagnoli

-LUNEDI’ 31 MARZO: tre ore e mezza di Consiglio comunale “infuocato”, per la maggior parte riguardante il “caso Romagnoli”, dal cognome dell’assessore si servizi sociali.
Vediamo di ricostruire, per quanto possibile, cosa è successo e cosa si è detto.
Ab origine vi è la delibera di Giunta comunale n. 196 del 5 dicembre 2014 “Autorizzazione all’erogazione di contributi economici alle associazioni culturali per le attività svolte nell’anno 2014”. SU questo, niente da dire, perché è doveroso che il nostro Comune sostenga il volontariato che si manifesta con le attività svolte dalle nostre associazioni.
Ma, c’è un piccolo “MA”: in questa delibera vengono stabiliti e autorizzati, tra gli altri, i contributi alla Parrocchia di Molinetto come sostegno al GREST estivo dell’oratorio (5.000 euro) e all’Associazione Genitori (1.500 euro).
E anche qui non ci sarebbe niente di cui occuparci, salvo che:
·    - la sig.ra Alessandra Romagnoli partecipa alla votazione della delibera 196/2014;
·  - la sig.ra Alessandra Romagnoli viene pagata 2.600 euro dall’oratorio per la sua “attività professionale” di coordinatrice del Grest;
·   - la sig.ra Alessandra Romagnoli è moglie del Presidente dell’Associazione Genitori, Marco Orazio Capuzzi.
Insomma, la stessa persona, da una parte vota a chi dare i soldi del nostro Comune, dall’altra li prende dall’Ente che è stato finanziato e dall’altra ancora sostiene economicamente l’associazione presieduta da suo marito. Francamente, un po’ troppo, anche per coloro che mettono la famiglia davanti a tutto…
Abbiamo già avuto modo di trattare della “parentopoli” mazzanese, con tutta una serie di parenti messi nelle varie commissioni e, anche allora, si è registrato il caso dell’assessore Alessandra Romagnoli che ha votato per mettere il marito, Marco Orazio Capuzzi, nella Commissione Diritto allo studio.
Sembra proprio che i nostri amministratori abbiano una forte idiosincrasia con l’art. 78 del Testo Unico degli Enti Locali, il quale stabilisce che gli amministratori devono astenersi dal prendere parte alla discussione ed alla votazione di delibere riguardanti interessi propri o di loro parenti o affini sino al quarto grado”.
Non è necessario che ci siano di mezzo interessi economici, basta solo un generico “INTERESSE”: tanto è vero che proprio per questo motivo il nostro Comune ha dovuto annullare e rifare le delibere riguardanti le commissioni Diritto allo studio, Urbanistica ed Ecologia.
Figurarsi cosa significa, per il diritto amministrativo, partecipare a una votazione dove ci sono di mezzo interessi economici e, ancor più, vengono dati e presi dei SOLDI PUBBLICI.
A Mazzano, invece, ci si ritiene immuni da certi obblighi di legge e si partecipa tranquillamente alla votazione di una deliberazione in cui vengono dati fondi pubblici all’associazione del marito e all’oratorio per cui si lavora.
E poi ci si meraviglia e si grida allo scandalo perché qualcuno osa dire che certe cose non vanno bene e non si dovrebbero fare…
E’ quello che è successo con l’interrogazione presentata da Renato Crottogini e Ferdinando Facchin,  Consiglieri comunali di Destinazione Comune, che hanno evidenziato tale situazione anomala e hanno chiesto informazioni in proposito, premettendo in modo più che chiaro che non intendevano certo mettere in discussione l’operato delle Parrocchie e i contributi alle associazioni (cosa più che ovvia, se consideriamo l’impegno di Crottogini in Parrocchia e la dedizione “alpina” di Facchin).
Apriti cielo! Non l’avessero mai fatto!
Come si sono permessi di chiedere delucidazioni sull’operato dell’assessore Romagnoli? Così facendo si sono macchiati del delitto di “lesa maestà”, perché a Mazzano è VIETATISSIMO dire qualcosa sul nostro Sindaco o sui suoi gregari.
Siamo così arrivati al Consiglio comunale di lunedì 31 marzo, dove abbiamo assistito a una penosissima difesa d’ufficio dell’assessore Romagnoli da parte della diretta interessata e dal resto della squadra di maggioranza.
La tattica scelta è quella che abbiamo già visto altre volte: RIBALTARE LA FRITATTA e non parlare del problema vero e proprio, ma accusare gli altri di METTERLA SUL PERSONALE.
Ecco allora che tutti si sono prodigati nel difendere l’operato delle parrocchie e dei sacerdoti e si sono messi a sottolineare le capacità “professionali” della Alessandra Romagnoli.
Sul primo punto, quello dell’operato delle parrocchie siamo tutti d’accordo. Sul secondo, relativo alla valenza della Romagnoli come professionista, ognuno la pensa come vuole. Diciamo solo che la sua azione professionale, negli ultimi due anni, non sembra andare oltre i confini della parrocchia di Molinetto e del nostro Comune, se abbiamo colto quanto lei stessa ha detto durante il consiglio comunale.
Ma del problema vero e proprio, non si è detto niente, anzi, si è detto che non c’è nessun problema e niente è stato fatto che non andasse bene sotto il profilo della legittimità degli atti.
Salvo poi venire a sapere, proprio durante il consiglio comunale, che il 9 marzo è stata adottata una DELIBERA DI CONVALIDA DELLA DELIBERA DELLA GIUNTA COMUNALE N.196 IN DATA 05/12/2014.
Oggetto di tale delibera: cercare di mettere una bella pezza agli errori fatti, con tre paginate di dotte citazioni e di “attaccarsi agli specchi” per giustificare quanto fatto.
Per chi volesse solo qualche nota di sapore amministrativo è il caso di notare che:
a) la delibera di “aggiustamento” è stata firmata dal vice Segretario e non dal Segretario comunale, che pure ha fatto tanto sfoggio di dottrina in occasione del Consiglio Comunale ma non ha messo mano su questa patata…
b) sempre tale delibera è stata adottata il 9 marzo ma ai capigruppo di minoranza è stata inviata per PEC alle ore 18.15 di lunedì 31 marzo, cioè 15 MINUTI PRIMNA DEL CONSIGLIO COMUNALE, IN MODO CHE NON FOSSE DATO LORO IL TEMPO DI LEGEGRLA E DI VERIFICARNE I CONTENUTI
c) viene dato tanto risalto a un pronunciamento della Corte dei Conti,ma ci si dimentica del fatto che la stessa Corte non fa giurisprudenza e quindi, quello che è andato bene una volta non è detto che venga confermato per altri casi…
Insomma, siamo alle solite: si pasticcia con le normative, non si tiene conto dell’art 78 del TUEL, si danno soldi alle associazioni gestite da parenti vari… e ci si incazza come bisce se qualcuno osa dire che certe cose non vanno bene
E tutto questo solo dal punto di vista normativo e di rispetto delle leggi…
Per quanto riguarda invece la questione di OPPORTUNITA’ di un assessore che VIENE PAGATO PERCHE' lavora per l’oratorio E che tutti gli altri VOLONTARI GRATUITI non ne sapessero niente e se ne abbiano a male, ne parleremo un’altra volta.
Nella consapevolezza che quest’ultimo è un argomento che riguarda la vita della comunità parrocchiale e  non la vita amministrativa del comune e poi perchè è giusto che anche a Pasqua, come succede a Natale, si cerchi tutti di essere un po' più buoni e anche clementi....
PER CHI VUOL VEDERE GLI ATTI: