12 dicembre 2014

Unica certezza: si spenderanno oltre 6 milioni

Per evitare il ripetersi di opere malfatte, non funzionanti,  interrotte a metà e poi abbandonate , il legislatore ha introdotto una normativa via via più stringente, che prevede la redazione, da parte dei vari Enti, di un Piano Triennale delle opere pubbliche e, per ciascuna di esse, del cosiddetto D.D.P.
Si tratta del “DOCUMENTO PRELIMINARE ALLA PROGETTAZIONE”, che:
- è espressione della volontà della Pubblica Amministrazione
- è documento tecnico che prefigura tutti i momenti della realizzazione dell’opera 
- ha carattere programmatorio dei dati funzionali alla realizzazione 
- è strumento preliminare e di verifica della fattibilità tecnico-economica e amministrativa. 
In sostanza, con questo documento la pubblica amministrazione stabilisce gli obiettivi che si intendono raggiungere e li indica ai progettisti, in modo che questi ultimi abbiano ben chiaro ciò che il “decisore politico” intende conseguire per il bene della comunità che amministra.
Ben si comprende che tale Documento è di particolare importanza nel caso di opere pubbliche importanti e costose, per le quali il politico deve assumersi la responsabilità delle scelte e della definizione degli obiettivi, lasciando ai tecnici la messa in pratica e l’esecuzione.
Con una certa sorpresa (ma anche sconcerto) nel caso del progetto di recupero della ex-discarica di Ciliverghe apprendiamo che “il Documento preliminare alla progettazione per il recupero ex-discarica non è stato redatto” (risposta Ufficio Tecnico del 23.10.2014 a specifica richiesta del documento).
Come dire che i progettisti hanno avuto “carta bianca” sul da farsi e hanno operato senza avere alcuna indicazione da parte del nostro Comune (cosa questa che ci spiega forse l’origine dell’idea assai discutibile di andare a mettere un parco pubblico sulla ex discarica, con i costi di realizzazione e di gestione che ne conseguono e l’utilizzo da parte dei cittadini che ben può immaginare chi conosce la nostra realtà).
Dal progetto preliminare, comunque, apprendiamo che uno degli obiettivi cardine (se non l’unico) di questo costosissimo intervento sarà la riduzione del percolato.
Ci aspetteremmo quindi che, a progetto preliminare e approvato, sia ora ben chiaro quale sarà l’obiettivo da raggiungere in proposito, tanto che il consigliere Fulvio Bottarelli chiede, in una sua interrogazione quale riduzione percentuale e con quale decremento su base annua del percolato (da intendersi come frazione di residuo liquido da avviare agli impianti di depurazione) rispetto al periodo 2004-2014 verrà richiesta quale performance attesa a seguito dei lavori in programma”.
In poche parole, si chiede di sapere quanto percolato in meno verrà prodotto rispetto a quello che abbiamo dovuto smaltire nel corso degli ultimi 10 anni.
Se avevamo dubbi sulla bontà del progetto approvato dal nostro Comune, la risposta del vice-Sindaco, Alberto Ventura, li ha rafforzati e non di poco.
Nel suo intervento, il vice-Sindaco ha osservato che  “la produzione di percolato nel decennio 2004 – 2014, come anche in precedenza, è stata influenzata da numerose variabili, prima fra le quali l’entità delle precipitazioni meteoriche”
A parte la ovvietà della constatazione, si potrebbe ribadire che la riduzione di percolato attesa potrebbe essere calcolata a parità o in rapporto alle precipitazioni annue e la cosa non ci sembra di strabiliante difficoltà.
Ciò che invece ci lascia assolutamente “basiti” è il resto della risposta che ci ha dato il vice-Sindaco, quando dice che non è logicamente possibile prevedere l’entità percentuale delle riduzioni attese, che tuttavia si prevedono come rilevanti”.
Ma come? Spendiamo 6più di 6 milioni di euro per un intervento “risolutivo” del problema discarica e poi ce ne usciamo a dire che “logicamente” non sappiamo cosa otterremo. E l’unica certezza ci viene data da un aggettivo qualificativo: “RILEVANTE”.
Cosa significa “rilevante”? per chi deve essere “rilevante”? chi stabilisce a quanto ammonta il “rilevante”?
E le sorprese non finiscono qui.
Nella stessa interrogazione viene anche chiesto se l’Amministrazione Comunale intende chiedere, a fronte di una spesa di oltre 6 milioni di euro, qualche garanzia per il buon esito dell’intervento. Ma anche stavolta, lo stesso vice-Sindaco, Ventura, ci dice che non ne sa niente, perché “richiedere una ulteriore garanzia del tipo di quella ipotizzata all’interno dell’interrogazione è valutazione che necessariamente dovrà essere rimessa alle successive fasi progettuali e nella fattispecie a quella esecutiva”. Come dire che, ancora una volta, si demanda ai progettisti di stabilire se avremo una qualche garanzia per il buon esito dell’operazione.
Per riassumere, stando ai documenti e alle dichiarazioni ufficiali fatte in Consiglio Comunale:
- nessuno ha detto ai progettisti cosa si intende fare e cosa si vuole ottenere;
- la riduzione di percolato sarà “rilevante”, ma non si sa di quanto e CHI lo stabilirà;
- non si intende chiedere alcuna garanzia per il buon esito dell’intervento.
Unica certezza: si spenderanno 6/7 milioni di euro (uno ce lo mette la Regione, il resto verrà dalle casse comunali).